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Qual è il confine fra paesaggio come entità autonoma e la sua configurazione soggettiva? È solo uno sfondo da contemplare o uno spazio da costruire e immaginare?
A questi interrogativi prova a rispondere il nuovo progetto espositivo che verrà inaugurato sabato 18 aprile alle ore 19 alla Galleria SACCA di Modica: “Questa non è una mostra sul paesaggio”, bipersonale di Giuseppe Costa (Palermo, 1980; vive a Milano) e Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986), attesi al vernissage. Il titolo ambiguo, scelto dal curatore Giovanni Scucces, richiama una celebre opera di René Magritte e mette in crisi l’idea stessa di paesaggio sottraendolo a una definizione univoca per indagarlo come esperienza percettiva e costruzione mentale.
Il paesaggio non è qui inteso come semplice dato fisico, ma come risultato di uno sguardo: prende forma nell’atto di essere osservato, interpretato e interiorizzato, diventando elemento di memoria e identità. Per entrambi gli artisti si configura come soglia percettiva, spazio immaginifico e deposito di vissuti.
Nei lavori di Giuseppe Costa il paesaggio appare sospeso in un’atmosfera rarefatta: velature e foschie attenuano i contorni trasformando la visione in esperienza sensoriale. Il disegno diventa strumento di rielaborazione della memoria, dove immagini incerte e frammentarie oscillano tra apparizione e dissolvenza. Elementi naturali come vento, acqua e masse nuvolose assumono consistenze tattili, mentre figure evanescenti emergono come presenze fugaci. L’uso di carboncino, grafite e pastelli genera una materia pulviscolare che accentua la dimensione sospesa e poetica dell’immagine.
Se Costa lavora per sottrazione, Rastelli costruisce immagini in cui la figura umana è centrale. I suoi personaggi si stagliano su paesaggi-scenografia attraversati da pattern decorativi e suggestioni “pop”, trasformando il fondale in dispositivo narrativo attivo. La sua ricerca indaga il rapporto tra memoria, tempo e rappresentazione: fotografie d’epoca e immagini d’archivio vengono rielaborate in contesti sospesi tra realtà e immaginazione. Elementi come galassie e costellazioni emergono come proiezioni della psiche, mentre l’uso del legno di abete, con le sue venature, entra nella costruzione visiva dell’opera contribuendo al significato formale e narrativo.
Il dialogo tra i due artisti si sviluppa nella tensione tra spazio naturale e spazio costruito: nei lavori di Costa il paesaggio si smaterializza, in quelli di Rastelli si organizza come struttura scenica. In entrambi i casi perde il ruolo di sfondo per diventare elemento attivo dell’opera.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 13 giugno 2026, dal martedì al sabato dalle 17 alle 20; altri giorni e orari su appuntamento. Maggiori informazioni su www.sacca.online.
Brevi cenni biografici sugli artisti
Giuseppe Costa (Palermo, 1980) vive e lavora a Milano. Formatosi tra l’Accademia Abadir di Palermo e l’Accademia di Brera, ha collaborato con realtà come Hangar Bicocca e diverse gallerie tra Palermo e Milano. Dal 2013 espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra i progetti più rilevanti Drawings from lightnings, presentato anche al Miart e al WOP Art di Lugano. Nel 2022 un suo lavoro entra nella collezione del Museo del Novecento di Milano. Tra le mostre recenti: Flora, Fauna & Cemento (Museo Civico di Noto, 2023) e personali presso MAAB Gallery e SACCA Gallery.
Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986) vive e lavora a Parma. Diplomato all’Accademia di Brera, ha studiato anche alla Latvian Art Academy di Riga e partecipato a residenze in Belgio e Islanda. Espone in Italia e all’estero in mostre collettive e personali fra cui: Per Grazia Ricevuta, Galleria Giovanni Bonelli – Milano, 2024; Surreal Salon 15, Baton Rouge Gallery – USA, 2023; Pittori fantastici nella valle del Po, a cura di Camillo Langone, al PAC di Ferrara, 2020; Paesaggi, allo Studio d'Arte Cannaviello di Milano nel 2016. Finalista alla 23ª edizione del Premio Cairo, è stato selezionato per numerosi premi tra cui Arteam Cup, Exibart Prize e Premio Combat.