Inoltre, E-zine e di conseguenza Menexa Srl non sono responsabili per eventuali danni morali o materiali che possano derivare ai visitatori durante la partecipazione a tali eventi.
Nato a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, ma vissuto da subito a Cetraro Marina, attualmente vive e lavora a Milano. Artista e performer di rilevanza nazionale, dopo aver frequentato l'Istituto Statale d'Arte di Cetraro, si è laureato in pittura e scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Pittore e docente di “arte e immagine”, collabora con diverse partnership, organizzazioni pubbliche e private con progetti scenografici per la promozione del turismo attraverso l'arte. Varie sono inoltre le sue collaborazioni in produzioni teatrali, cinematografiche e performances artistiche musicali in tutta Italia e all'estero. Particolarmente intenso anche il suo percorso critico-espositivo che vanta mostre nelle principali città italiane e in molte capitali straniere tra cui San Paolo del Brasile, Mosca, Zurigo ecc. E' inoltre studioso e ricercatore di “Mattia Preti” noto artista del Barocco. Anche in quest’ultima mostra piacentina, l'artista presenta opere di grande intensità e partecipazione tutte dedicate al mare, alla sua luce, ai suoi colori e alle sue atmosfere. Il mare è una tematica che ricorre spesso nelle opere di Pietro De Seta. Nè potrebbe essere altrimenti, perchè lui è figlio del mare e il mare se lo porta dentro, nel cuore, nell'anima, nel sangue. E per molti anni con il suo pennello e la magia dei suoi colori ha raccontato e descritto le bellezze della sua amata Calabria: i pescatori che tirano in secca le barche tra la salsedine e i rumori delle onde, le possenti torri costiere che dominano gli antichi scogli e poi i poetici tramonti che, con le loro luci e le loro trasparenze rendono incantate e sognanti le lunghe notti estive. Questa mostra, però, supera i limiti dell’estetica e della bellezza naturalistica e si pone come scopo fondamentale quello di portare gli osservatori a riflettere sul ruolo che da sempre il mare ha avuto nella storia dell’umanità agendo come principale via di comunicazione, commercio ed esplorazione, facilitando lo scambio culturale e la nascita di grandi civiltà. E’ stato inoltre fonte essenziale di cibo, ha plasmato climi e geografie, unito tra loro popoli e nazioni di diverse culture e tradizioni. Ma il mare, nell’epoca che stiamo vivendo, porta soprattutto i segni di un drammatico passaggio di uomini ed è diventato teatro di tragedia e vergogna collettiva. A tutto questo bisogna ancora aggiungere le grandi instabilità regionali che sempre più spesso sembrano minare la sua tranquillità e sicurezza. Come non ricordare allora la guerra in Medio Oriente e le gravi crisi umanitarie ed economiche dei Paesi Africani? Così sulle luminose pareti della galleria sfilano, uno ad uno, i suggestivi dipinti di Pietro De Seta ma, accanto alle scenografiche vedute della terra calabrese, sono messe in chiara evidenza immagini reali, vere e concrete dei nostri travagliati giorni e di un mare che non è più luogo poetico e rilassante, ma immagine e fotografia della nostra umana fragilità. Ne è una chiara ed evidente dimostrazione il dipinto “ombre di Itaca” dove su un mare solo in apparenza tranquillo compaiono sagome, appena accennate, di barche corrose e distrutte. Qui le molteplici peripezie affrontate da Ulisse nel lungo viaggio di ritorno da Troia per raggiungere Itaca rimandano alle altrettante difficoltà dei migranti per raggiungere un luogo sicuro. Di seguito altri suggestivi e meditati dipinti sui quali figurano, in netta evidenza, residui di barche naufragate nel tentativo di raggiungere una sospirata meta. E come non richiamare, poi, il grande quadro esposto in vetrina che dà il titolo alla mostra: un grande planisfero eseguito con una veloce tecnica impressionista sul quale l’artista ha messo in evidenza le più grandi capitali del mondo. Richiamo evidente alla forza e all’importanza del mare, capace di unire culture e tradizioni, economie e stili di vita. Così il mare è diventato la sua tematica fondamentale e, con il tempo e l’esperienza, è riuscito ad entrare dentro le sue atmosfere, a carpirne i segreti e le magie nascoste. Mare come forza e vita, energia e libertà. Il mare, indomito e indomabile, antico come il mondo eppure sempre nuovo e imprevedibile, possente e invincibile, si riveste di significato e simbologia: è metafora della vita, viaggio nell’esistenza, percorso dentro le difficoltà quotidiane, le vittorie e le sconfitte, le gioie e le delusioni. Sono dipinti che rivelano tutta quanta la sua preparazione e creatività, la sua cultura e sensibilità capace di unire insieme passato e presente, tradizione e modernità. Nelle sue opere, infatti, troviamo la forza e l'immediatezza dell'Impressionismo, ma anche la leggerezza della contemporaneità, il tocco lieve e sommesso della poesia. Pittura che cattura l'osservatore per la sua forza espressiva, per il carattere sicuro e deciso dell'impaginazione scenografica, ma anche per quella particolare evanescenza che è caratteristica dei nostri giorni complessi e che, nelle opere di questo bravissimo artista, trasmettono un senso di autentica magia. E tutto questo lo dimostra chiaramente quando, con rapide ed istintive pennellate di derivazione espressionista, esegue in presa diretta le sue grandi composizioni. Sono performances seguite da centinaia e centinaia di spettatori che rivelano tutta quanta la sua sicurezza esecutiva, il suo forte senso scenografico, il suo modo di intendere e concepire il messaggio artistico.
La rassegna, che chiuderà il 20 maggio, sarà introdotta e presentata dal gallerista e critico d'arte Luciano Carini.
ORARI: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura