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Uemon Ikeda, Elly Nagaoka, Naoya Takahara

Della misura

A cura di Simonetta Lux
Della misura
Della misura, a cura di Simonetta Lux, riunisce Uemon Ikeda, Elly Nagaoka e Naoya Takahara in un’esplorazione del sradicamento, dell’identità culturale e dell’incontro tra Giappone e Italia, attraverso tre distinte pratiche artistiche.
Tipologia
Mostra collettiva
Artisti
Curatori
Generi
Installazione
Pittura
Disegno
Periodo
03-24 Nov 2026
Vernissage
Martedì 03 Nov 2026 18:00-21:00
Location
La Nube di OOrt
Indirizzo
Via Principe Eugenio 60 · Roma - Roma [RM] Italia
Orari di apertura
Dal 3 al 9 novembre, da martedì a venerdì, dalle 17.30 alle 19.30. Dal 10 al 24 novembre, su appuntamento al numero +39 338 338 7824
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Codice CJUEMI - ID 4175 - UM 2026-10-28 16:01:55

Della misura
Tu ed io che ci siamo incrociati strada facendo

Uemon Ikeda, Elly Nagaoka e Naoya Takahara

A cura di Simonetta Lux

Con il patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基⾦) e della Fondazione Italia Giappone. 

3-24 novembre 2026

Vernissage: martedì 3 novembre 2026, ore 18.00

La Nube di Oort
Via Principe Eugenio 60, Roma

Orari di apertura: dal 3 al 9 novembre, da martedì a venerdì, dalle 17.30 alle 19.30. Dal 10 al 24 novembre, su appuntamento al numero +39 338 338 7824.

La galleria La Nube di Oort, da sempre attenta all’arte e alla cultura giapponese, celebra il Bunka no Hi (文化の日), la Giornata della Cultura giapponese, che ricorre il 3 novembre ed è dedicata alla cultura, alle arti, alla libertà e alla pace, con la mostra Della misura. Tu ed io che ci siamo incrociati strada facendo, a cura di Simonetta Lux.

Protagonisti sono Uemon Ikeda, Elly Nagaoka e Naoya Takahara, tre artisti giapponesi che vivono e lavorano a Roma e le cui ricerche si sviluppano nel punto d’incontro tra culture, linguaggi ed esperienze differenti.

Al centro del progetto espositivo si colloca il concetto di sradicamento, inteso non soltanto come esperienza dolorosa di distanza dalle proprie origini, ma anche come condizione feconda, capace di generare nuove prospettive e forme inedite di relazione. Nell’interpretazione di Simonetta Lux, la distanza tra i contesti culturali di provenienza diventa così un territorio di possibilità, nel quale le esperienze giapponese e italiana possono incontrarsi senza perdere la propria specificità.

La mostra esplora questa condizione attraverso tre percorsi artistici autonomi, accomunati dalla ricerca di uno sguardo libero sul mondo. La misura evocata dal titolo non è soltanto una questione formale, ma diventa un modo di abitare lo spazio, interrogare il linguaggio e confrontarsi con il reale.

Uemon Ikeda presenta un’installazione site-specific dedicata alla nicchia, elemento che nella sua ricerca supera la dimensione architettonica per assumere il valore di una struttura mentale e concettuale. Attraverso il filo rosso, l’artista ne disegna le tensioni e la dinamicità, trasformando lo spazio in un campo di relazioni e di energia. La nicchia diventa così una presenza inevitabile del pensiero, come suggerisce la poesia che Ikeda le dedica. La sua ricerca si traduce in una forma essenziale, nella quale l'installazione rivendica la libertà dello sguardo e si sottrae a ogni funzione puramente decorativa.

Nella serie Vocali, Elly Nagaoka indaga il rapporto tra voce, linguaggio ed esistenza. La sua ricerca si concentra sul desiderio profondo di affermare la propria presenza nel mondo, attraverso un percorso che intreccia esperienza corporea, memoria e riflessione sul suono. La curatrice richiama una suggestiva particolarità della lingua giapponese: il termine boin (母音), che significa «vocale», è composto da caratteri che rimandano al «suono-madre». In questa associazione si apre una riflessione sull’origine della voce e del linguaggio, accolta nella misura della carta e dell’inchiostro. Le opere danno forma a una musica silenziosa, in cui il segno diventa espressione di una voce che cerca di affermare la propria identità senza subirne le condizioni.

Naoya Takahara affronta il rapporto con la realtà attraverso uno sguardo che conserva lo stupore e la cautela dell'infanzia. Nelle sue opere, il riferimento alla ricerca filosofica di Lee Ufan si accompagna a una particolare attenzione per il mondo e per la distanza che può instaurarsi tra l’osservatore e ciò che osserva. Le sue isole e le forme che emergono dalle sue composizioni evocano un universo in cui il reale viene esplorato, circoscritto e messo in discussione. Tra desiderio di controllo, relazione e possibilità di negazione, Takahara costruisce uno spazio di confronto con il mondo, senza rinunciare all’ambiguità e alla libertà dell’esperienza.

Completa il percorso un’opera di Takahara che incorpora un frammento di testo scritto per l’artista da Simonetta Lux. All’interno di un rettangolo, alcune lettere evidenziate in rosso compongono la parola «occhio», introducendo un ulteriore livello di riflessione sul vedere e sul modo in cui lo sguardo costruisce il nostro rapporto con la realtà.

In Della misura, l’incontro tra Giappone e Italia non si esaurisce in una semplice fusione di tradizioni, ma apre alla possibilità di una nuova dimensione condivisa: una koinè, uno spazio comune in cui le differenze possono generare conoscenza e nuove forme di universalità.

Accompagna la mostra un catalogo pubblicato dalle Edizioni La Nube di Oort.

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