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Perdersi è un’esperienza che appartiene alla vita. Può accadere quando ciò che sembrava stabile smette improvvisamente di esserlo e la direzione conosciuta si fa incerta. Da questa esperienza di disorientamento nasce Il Bosco – La Selva Oscura, il nuovo ciclo pittorico di Luca Eliani: quattordici opere su tavola attraverso le quali l’artista restituisce un momento di passaggio della propria vita, trasformandolo in una riflessione più ampia sulla condizione umana.
Il riferimento alla selva oscura dantesca diventa il punto di partenza per una ricerca che si sposta dalla dimensione narrativa a quella interiore. Il bosco non è qui un semplice paesaggio, ma la rappresentazione di uno spazio mentale ed emotivo nel quale la percezione della propria direzione viene meno. È il momento in cui la fatica, la paura e l’incertezza prendono il sopravvento, ma anche quello in cui ciò che normalmente resta in secondo piano acquista una nuova evidenza.
Su intensi fondi blu, le figure emergono da una dimensione sospesa, profonda, quasi notturna. Il colore diventa lo spazio della visione: una superficie immersiva nella quale prendono forma inquietudini, attese, dubbi e possibilità. Gli animali compaiono come presenze improvvise, silenziose, incontrate nella penombra del bosco.
Ciascuna creatura assume una valenza simbolica, legata a una diversa condizione dell’esperienza: la paura, la prudenza, il giudizio, la rabbia, la pena, ma anche l’attesa e la possibilità di una rinascita. Non sono tuttavia simboli da interpretare secondo un codice univoco. Gli animali conservano la propria autonomia e invitano lo spettatore a costruire una relazione personale con ciò che vede. La natura diventa così uno specchio attraverso cui riconoscere qualcosa di più intimo.
Anche la pittura riflette questa tensione. Passaggi di forte precisione, talvolta prossimi all’iperrealismo, convivono con pennellate più libere. Il contrasto tra dettaglio e dissolvenza, tra riconoscibilità e indefinitezza, apre uno spazio nel quale l’immagine naturale si trasforma in esperienza percettiva ed emotiva.
Il ciclo si configura così come un attraversamento: ogni opera è un frammento di questo percorso, un incontro, una possibile tappa. Una mappa di stati interiori che prende forma attraverso la presenza animale e la profondità del colore.
In un certo momento della vita, la perdita di orientamento può assumere un peso particolare. La selva interiore può apparire allora come un luogo difficile e inospitale, ma anche come uno spazio nel quale diventa possibile fermarsi, osservare e riconoscere ciò che prima non riuscivamo a vedere.
È proprio l’osservazione a diventare, nel lavoro di Eliani, una forma di orientamento. Guardare significa interrogarsi; interrogarsi significa cercare una possibilità. Perché porsi domande e provare a trovare risposte non è soltanto un esercizio di consapevolezza, ma una necessità profondamente legata alla nostra sopravvivenza.
La selva, dunque, non coincide soltanto con lo smarrimento. È anche il luogo in cui può iniziare un nuovo modo di guardare.
Nel blu profondo delle opere di Luca Eliani, tra presenze animali che emergono dalla penombra e forme che talvolta si definiscono, talvolta sfuggono, Il Bosco – La Selva Oscura racconta proprio questo passaggio: il momento in cui perdere la propria direzione può diventare l’occasione per cercarne una nuova.