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Inaugurerà il prossimo 1 settembre alle ore 19.30 (META)FISICO la bipersonale degli artisti italiani Antonio Servillo e Pino Tersigni all’Istituto per il Lavoro Scientifico e Artistico HAZU, all’interno di Palazzo Milesi, Trg Brace Radic 7, a Spalato in Croazia, a cura di Anamarija Runtic.
Il percorso espositivo - all’interno della Croatian Academy of Sciences and Arts (HAZU), la più importante accademia nazionale della Croazia, fondata nel 1861, all’interno di Palazzo Milesi, magnifico edificio, simbolo dell’architettura barocca del XVII secolo – si articolerà in 24 opere dell’artista Antonio Servillo e in 36 di Pino Tersigni, in un dialogo artistico che mette in connessione lo stile dell’arte metafisica, con il fisico di ogni singolo individuo.
Ne nasce una mostra di assoluto pregio ed interesse che porta i due singoli pittori oltre i confine italiani in un parallelismo artistico ricco di spunti e di significati, dove l’iperrealismo pittorico di Antonio Servillo, i suoi ingranaggi umani, la forza pittorica dei suoi colori e della sua tecnica ben si sposano con il simbolismo surrealista delle figure umane quasi danzanti, in bianco e nero e in scale di grigi, ravvivate da un tocco di rosso degli oli di Pino Tersigni.
Le opere di vari formati rimarranno in mostra fino a tutto il 30 settembre 2026.
Breve Bio Antonio Servillo
Antonio Servillo è un pittore italiano autodidatta, nasce a Padova, da famiglia napoletana, il 12 novembre 1964. Il trasferimento a Roma nel 1984 per motivi di lavoro, gli darà l’occasione di conoscere artisti affermati, come Mario Schifano, Paolo Salvati, Novella Parigini, Gianni Testa, Stefano Turchetti, ma ciò rientrerà nella sue esperienza di vita, non di pittore. È stato definito artista dalla pittura fantastica da Giorgio Di Genova, grazie al salto di qualità creativo dell’artista che racconta nella sua ricerca, un iperrealismo singolare dove ogni dettaglio e simbolo sono in equilibrio con tutto il micromondo contenuto in ognuna delle sue opere, richiedente grande attenzione da parte dell’osservatore. Entra a far parte della storica associazione artistica Cento Pittori via Margutta negli anni novanta, e ne è attualmente il Presidente.
Espone a Roma, Napoli, Forlì, Bologna e Istanbul. È pubblicato sugli Annuari Arte Moderna artisti contemporanei ACCA dagli anni 2000, sul Catalogo dell’arte Moderna di Giorgio Mondadori, sull’Enciclopedia d'Arte Italiana, Catalogo Generale Artisti dal Novecento ad oggi e segnalato sul Getty Vocabulary ID: 500490143. Hanno scritto di lui, Cesare Sarzini, Michela Ramadori, Giorgio Di Genova, Andrea Salvati e Alberto Moioli.
Breve Bio Pino Tersigni
Artista romano, classe 1961, è un pittore autodidatta, simbolista, surrealista e iperrealista che utilizza prevalentemente la tecnica a olio. Ha preso parte a numerose esposizioni e rassegne, sia in Italia che all’estero, fra cui quelle di Spoleto, Giffoni, Mosca, Londra, Salerno, Chicago e L'Aquila. Fra le collettive vale la pena ricordare i "Cento pittori Via Margutta", di cui è anche Consigliere, la "Rassegna re di Roma", l’Expo’ Arte "Roma Capitale" e l’Expo’ "Arte Cinecittà Due". Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
Hanno scritto di lui: “Nell’arte del pittore romano non c’è spazio per l’uomo né tantomeno per la natura, che sia essa intesa come paesaggio, sfondo o semplice quinta teatrale su cui proiettare lo spettacolo delle protagoniste dei suoi quadri. L’universo artistico di Tersigni è interamente abitato da figure femminili, o per meglio dire da corpi femminili, privati di ogni attributo o caratteristica che possano far ravvisare un’identità e una personalità ben precise”. (Cristina Nicosia)
“Dietro la bellezza e non dentro, oltre, o prima: è l’altro lato dell’iperrealismo, che provoca la domanda di capire «perché»; domanda d’esistenza prima ancora che di stile, di esperienza prima che di arte. Laddove l’immagine è andata imponendosi fino ad una capillare e apparentemente imprescindibile presenza nella realtà, si pone prima di ogni altro il rischio di non distinguere ciò che deve esserci da ciò che è fatto, ciò che c’è da sempre da ciò che è provvisorio; così non si ha quasi da obiettare per l’ossessione pubblicitaria cui è impossibile sottrarsi, ma desta noia un’opera d’arte che sembra essere quasi una inutile copia della realtà”. (Emanuela Tangari)