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Un filo lega il Bosco delle Costantine al borgo di Casamassella. Un filo da tessere, annodare, ricucire; capace di tenere insieme memorie e gesti, luoghi e persone, paesaggio e comunità. Quel filo è Caloma Festival, nato per legare l’entroterra al mare, come la piccola zattera dell’antica tecnica di pesca da cui prende il nome, e oggi capace di farsi trama culturale, coscienza collettiva, identità presente. Memoria futura.
Ideato e diretto da Katia Manca e Francesca Guida, in prosecuzione al progetto Casamassella – Borgo delle Tessitrici, finanziato dal ministero della Cultura - PNRR conclusosi a giugno - la terza edizione si svolgerà il 25 e 26 luglio in due giornate che consolideranno il dialogo creativo tra il Bosco della Fondazione Le Costantine e Casamassella, frazione di Uggiano la Chiesa ormai conosciuta, appunto, come il Borgo delle Tessitrici.
Cosa rende un insieme di persone una comunità? Caloma risponde costruendo una geografia di opere, performance, installazioni, teatro e musica in cui le relazioni prendono forma come trama visibile. Una comunità riconosciuta nei suoi segni: lettere, fili, voci, silenzi, archivi, corredi, corti, sentieri.
Ecco che l’Albergo delle Lettere di Elena Bellantoni recupera una struttura in disuso trasformando il gesto della corrispondenza in uno spazio da vivere e attraversare: frammenti di lettere e brani epistolari dell’Archivio delle Costantine emergono dalle pareti come tracce permanenti, facendo della scrittura una materia viva, capace di custodire relazioni e restituirle al presente. A farle eco, il giorno successivo a Casamassella, Come Unità di Guendalina Salini: una grande rete multicolore costruita attraverso il gesto condiviso dell’annodare. Le donne della comunità diventano parte attiva dell’opera, dando forma a un intreccio di storie personali e collettive. Dentro questa stessa trama, Fantasmi di Nico Angiuli guarda al borgo all’ora del vespro, quando il paese cambia ritmo e gli spazi pubblici entrano in una condizione di sospensione. Da questa riflessione prende forma il concetto di smarginatura, che si traduce in una performance e due opere complementari: una scultura ambientale in terra battuta, collocata nel bosco e un Disco dei Vespri nella Casa delle Culture del Mediterraneo, che riporta l'ora esatta del vespro a Casamassella per ogni giorno dell'anno, trasformando il tempo del tramonto in un dispositivo di orientamento e memoria.
Sabato 25 luglio, il Bosco delle Costantine come archivio sensibile
Sabato 25 luglio, il festival si apre nel Bosco della Fondazione Le Costantine, dove dalle 19.00 alle 22.30 sarà possibile incontrare le opere installate lungo il percorso, negli spazi naturali della Fondazione. Qui il bosco diventa un archivio sensibile, un luogo in cui la materia custodisce tracce e l’arte dà forma a presenze silenziose, sedimentazioni, memorie organiche e genealogie femminili.
Accanto ad Albergo delle Lettere di Elena Bellantoni (installazione e lettura performativa alle ore 20.00) a cura di ECCOM e in collaborazione con Fondazione Le Costantine il percorso accoglie: Come funghi di Giulio Bensasson, Tutti i punti che siamo di Claudia Losi, I miei pensieri nascono dalle tue mani di Numero Cromatico, Da innumerevoli innesti di Lucia Veronesi, Cantico dell’assenza di Alice Padovani, Numine di Raffaele Fiorella; insieme a Fantasmi di Nico Angiuli, Arida di Raffaele Vitto e Strati Scoperti di Sead Kazanxhiu, a cura di Cijaru e Fondazione Le Costantine.
Il bosco ospita anche il teatro e la performance: Dàula, al di là del mare, a cura di Principio Attivo Teatro; Fantasmi di Nico Angiuli: performance che parte dal borgo e raggiunge il bosco delle Costantine (a cura di Cijaru); Medusa di Fabritia D’Intino e Federico Scettri, a cura di Index, indaga la danza nella dimensione dell’oscurità e della visibilità parziale.
La chiusura musicale della prima giornata è affidata alle 21.30 a Oh Petroleum e, alle 22.30, a Carolina Bubbico con il Vocàlia Tour. Live a cura di Oikos.
Domenica 26 luglio, a Casamassella i luoghi del racconto
Domenica 26 luglio il festival sposta il baricentro a Casamassella e nella Casa delle Culture del Mediterraneo, recentemente inaugurata. Qui il festival trova il suo secondo paesaggio: stanze, corti, piazze e strade diventano luoghi di racconto, in continuità con il percorso di rigenerazione culturale che negli ultimi anni ha restituito centralità alla memoria tessile, femminile e comunitaria del paese.
Si inizia alle 19.00 con I racconti di nessuno / Capitolo III. Casamassella, di Lele Marcojanni a cura di Index. Un collettivo di narrazione visiva fondato da Elena Mattioli, Flavio Perazzini e Roberto Mezzano che intreccia documentario, scrittura, sound design, installazioni e ricerca sul territorio. Le loro opere si concentrano su storie marginali, memorie locali e persone che raramente trovano spazio nella narrazione mediatica tradizionale.
Nella stessa sede anche:
- Spaesamenti, a cura di ECCOM, l’allestimento permanente delle opere realizzate nei quattro anni di progetto da Luca Coclite, Claudia Losi, Alice Padovani, Alessia Rollo, Iginio De Luca, Guendalina Salini, Juan Sandoval, Delphine Valli, cui si aggiungono le nuove produzioni di Giulio Bensasson, Giuseppe De Mattia e Lucia Veronesi. Un racconto corale che restituisce il patrimonio materiale e immateriale di Casamassella attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea; Selvatica. Visioni di paesaggio, progetto curatoriale di Oikos con Grazia Cariddi, Enrica Ciurli e Marta Valiani; Relazioni invisibili, erbario di Elena Campa a cura di Salento Km0; Tavole della Maddalena di Luigi Coppola e Fantasmi. Disco dei vespri di Nico Angiuli (a cura di Cijaru); Bertuccia e i signori del fango di e con Fabrizio Pugliese di Ura Teatro, a cura di Oikos.
In Piazza Caduti in Guerra, Casa mobile a pedali, a cura di Principio Attivo Teatro, porta nel borgo un piccolo viaggio poetico e immersivo: una casa su ruote in cui storie, ricordi e oggetti prendono vita.
Alle ore 20.00, Come Unità di Guendalina Salini, a cura di Oikos, trasforma l’azione dell’annodare fili colorati in gesto collettivo: tredici donne costruiscono insieme all’artista una rete multicolore, dando forma visibile a ciò che tiene insieme una comunità.
In contemporanea, la Red Lab Gallery ospita la proiezione video Chiedete al vento, all’onda, alla stella, all’uccello, progetto nato dalla residenza artistica di Agata Ferra Bravo e Thomas Michael Saccuman, con un intervento di Flavio Favelli, a cura di Red Lab Gallery; nella corte di via Guglielmo Marconi, Alla terra di Lorenzo D’Alba.
Nel giardino della Casa delle Culture del Mediterraneo, REDREADING#13. Un giorno bianco_dove il noi dimora in me di Bartolini/Baronio, a cura di Index, porta il teatro dentro la forza del libro Ho costruito una casa da giardiniere di Gilles Clément, con un lavoro sui luoghi marginali da riconoscere come spazi di resistenza e possibilità.
La sera prosegue in Piazza Vittorio Emanuele II con Mascarimirì, Enzo Petrachi e, alle 22.30, Fitness Forever. A mezzanotte, in Piazza Caduti in Guerra, l’Extra Festival a cura di Oikos chiude la giornata con il dj set di Ciaman e Torotom.ù
Il programma completo è su http://casamassella-borgodelletessitrici.it