Ale Senso dipinge un’opera monumentale alle porte di Roma

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Street artist di fama internazionale, Ale Senso regala a Castelnuovo di Porto – nella città metropolitana di Roma – un’opera composita e complessa, un’installazione monumentale site-specific perfettamente integrata nel contesto delle ex cave di tu
Tipologia
Evento site-specific
Generi
Pittura
Installazione
Periodo
Mercoledì 01 Lug 2026
Orario
Orario n.d.
Location
Castelnuovo di Porto
Indirizzo
via Tiberina snc - Roma [RM] Italia
Contatti
Autore
mypress
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Codice CFJEME - ID 3967 - UM 2026-07-17 08:58:45

Street artist di fama internazionale, Ale Senso regala a Castelnuovo di Porto – nella città metropolitana di Roma – un’opera composita e complessa, un’installazione monumentale site-specific perfettamente integrata nel contesto delle ex cave di tufo, un racconto per immagini che raffigura l’umanità e attraversa una tematica definita nel titolo stesso dell’opera: Antropìa, neologismo che spiega l’essenza propria dell’essere umani, la qualità dell’umanità intesa non come specie biologica ma come l’insieme delle sue contraddizioni. Ovvero quella capacità di creare immensa bellezza e, allo stesso tempo, distruzione.

 

Ale Senso non dipinge l'uomo, ma ne dipinge questa qualità. E lo fa su seicentotrenta metri quadrati di infrastruttura industriale, dalla pavimentazione fino alla sua sommità.

 

Il serbatoio antincendio – dieci metri di cilindro d'acciaio – è il corpo principale dell'opera: un'antologia visiva dell'umanità. Dieci storie della tradizione orale di ogni continente si susseguono lungo la circonferenza: l'universo-conchiglia delle Isole della Società, l'Ombù argentino, la creazione dei deserti, i due lupi Cherokee, il signore che amava i dragoni, Şahmeran, l'asino di Esopo, il vaso rotto, Mukuku, la danza del canguro. Voci lontanissime tra loro che raccontano, con immagini diverse, le stesse domande. A chiuderle, un'undicesima voce, l'unica moderna: La Statistica di Trilussa, in romanesco. È un gesto preciso: la saggezza popolare non è un reperto, continua a prodursi e continua a dire, con l'ironia amara del pollo di Trilussa, che spesso chi ha poco non è ben disposto a dividere quello che ha.

 

Ma il vero fulcro critico dell'opera è una ferita. Una crepa dipinta percorre verticalmente l'intera altezza del serbatoio e interrompe il fregio geometrico che percorre la circonferenza, unico elemento che teneva insieme tutte le storie: è la figura esatta dell'antropìa. Il fregio dice ciò che l'umanità sa fare: legare, costruire, unire. La crepa dice ciò che l'umanità, parallelamente, fa: incrinare ciò che ha costruito.

 

Il terzo movimento dell'opera è il prefabbricato tecnico adiacente, che Ale Senso trasforma nell'Ara degli antenati. Una moltitudine di figure è impegnata in una danza di gruppo che avvolge le quattro facciate: molte sono trasposizioni di reperti reali, come i graffiti rupestri della Valcamonica, il babbuino egizio di Thot, i Tiki delle Isole Marchesi in Polinesia. Il suo tema è il legame originario tra uomo e natura, risalito fino alla soglia in cui la distinzione stessa si dissolve. Non a caso la danza si richiude, sulla facciata rivolta al serbatoio, con figure animali e corona in un oculo da cui si intravede un universo. È da lì che tutto ha origine. Da quel cerchio nascono infatti le piante che si estendono attorno all'edificio e poi, viaggiando sulle tubazioni dell'impianto, raggiungono il serbatoio. È il dettaglio più denso dell'intera opera. Quelle condotte idrauliche diventano il tracciato di una doppia migrazione: i flussi che hanno portato la specie umana a diffondersi dall'Africa fino agli angoli più remoti del pianeta, e insieme le connessioni che oggi legano quegli angoli attraverso le infrastrutture moderne.

 

Il progetto, promosso e finanziato da Prologis, come parte della filosofia del programma PARKlife™, dimostra come la valorizzazione degli stessi attraverso l’arte urbana, possa riqualificare e rivalutare il patrimonio storico, dando nuova vita ai siti del presente.

 

Prologis, attraverso PARKlife mira alla realizzazione di monumentali opere di street art che intendono arricchire ancor più gli spazi logistici, nei quali il contributo essenziale di quest’arte ha il fine di valorizzare aree quotidianamente frequentate da numerosi addetti ai lavori. Questo approccio riflette il più ampio impegno di Prologis nella creazione di spazi logistici funzionali, accoglienti e integrati nel contesto locale, dando vita a un progetto che occupa un posto di rilievo nel panorama italiano dell’arte urbana e della logistica.

 

 

Antropìa di Ale Senso è visitabile al Prologis Park di Castelnuovo di Porto (SDA3 – terzo polo di smistamento SDA), con accesso libero, durante gli orari di apertura del centro:

da lunedì a venerdì, ore 7,00/21,00 e sabato dalle ore 7,00 alle 13,00.

 

www.alesenso.it
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