Ocean Preservation Awareness - A Discovery Expedition

Ocean Preservation Awareness - A Discovery Expedition
Dal 5 al 28 giugno 2026 allo Yacht Club Venezia arte, scienza e attivismo si incontrano per una riflessione internazionale dedicata alla salvaguardia degli oceani.
Tipologia
Mostra collettiva
Generi
Mixed media
Periodo
05-28 Giu 2026
Vernissage
Sabato 06 Giu 2026 17:30-20:00
Location
Yacht Club Venezia
Indirizzo
Campo della Chiesa, 1 – Sant’Elena - 30132 Venezia [VE] Italia
Accessibilità
Location accessibile ai disabili
Orari di apertura
dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16
Ulteriori informazioni
Contatti
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Codice CCOEMW - ID 3911 - UM 2026-05-29 18:06:20

In occasione della Venice Climate Week, dal 5 al 28 giugno 2026, lo Yacht Club Venezia ospita ARTIVISM AWARDS IV - Ocean Preservation Awareness: A Discovery Expedition, progetto espositivo ideato e curato da Diana von Hohenthal und Bergen che mette in relazione arte contemporanea, ricerca scientifica e attivismo ambientale in una riflessione dedicata alla tutela degli ecosistemi marini e al futuro degli oceani. Il vincitore della quarta edizione di Artivism Award verrà premiato il 6 giugno con lArtivism Lion, premio realizzato dal Maestro Vetraio di Murano, Massimiliano Schiavon, e il suo lavoro verrà esposto ad Art Miami Fairs - Aqua Art a dicembre 2026 grazie al gallerista e fondatore della Giuria, Peter Hopkins.

Più che una mostra, Ocean Preservation Awareness si presenta come una vera spedizione di ricerca e osservazione, un percorso che nasce dall’esperienza diretta del mare e si sviluppa attraverso tre capitoli di curatela - scientifico, militante e contemplativo - accomunati da un unico orizzonte: l’oceano come spazio fisico, politico, culturale e simbolico.

Il progetto prende avvio con una traversata di dieci giorni a bordo del Kyalami, yacht a vela di 80 metri progettato da Germán Frers, che salpa dal Grand Harbour di Malta per raggiungere Venezia attraversando il Mediterraneo. Il viaggio, realizzato in collaborazione con Kurt Arrigo, ambasciatore della One Ocean Foundation, insieme a ricercatori dell’Università di Malta, al mecenate Frits Cornelis Thieme e al programma di residenza Can 7, coinvolge artisti, studiosi e conservazionisti in un’esperienza immersiva che trasforma l’osservazione del mare in pratica artistica e strumento di consapevolezza. «La traversata non è una metafora. È il primo gesto dell’opera», afferma la curatrice Diana von Hohenthal und Bergen. Durante il viaggio, a cui hanno preso parte anche le artiste Alexandra Mas e Sarah Olson, il Mediterraneo viene osservato come organismo vivente e territorio fragile, attraversato da trasformazioni ambientali, tensioni climatiche e questioni geopolitiche. Fotografia, film, performance e installazioni diventano strumenti di indagine e responsabilità collettiva.

 

La mostra riunisce artisti internazionali che affrontano le urgenze del presente attraverso pratiche differenti ma complementari. Tra i protagonisti del progetto, Kurt Arrigo presenta The Blue Thread, serie fotografica sviluppata per One Ocean Foundation che restituisce, attraverso immagini subacquee, la complessità e la vulnerabilità degli ecosistemi marini. Le opere saranno disponibili in edizione limitata e il ricavato sosterrà programmi dedicati al ripristino delle praterie marine.

 

Joanna Adams espone The Future is Wild, progetto video accompagnato da una serie di disegni realizzati in collaborazione con studiosi provenienti da istituzioni internazionali come Stanford University, University of Leeds e il Natural History Museum di Londra. Attraverso una narrazione che intreccia immaginazione e ricerca, il progetto riflette sulle possibili evoluzioni del pianeta e sulle trasformazioni ambientali che ridefiniscono il rapporto tra uomo e natura.

 

Dodi Reifenberg, vincitore della terza edizione degli Artivism Awards, trasforma la plastica recuperata dagli oceani in superfici artistiche stratificate che rendono visibile la permanenza materiale dell’inquinamento contemporaneo, mentre Lilo M. R. Hansen affronta le condizioni del lavoro sottomarino durante l’espansione petrolifera offshore nel Mare del Nord.

 

La fotografa Vera van Leeuwen, con Calypso 2026 AD, costruisce un’indagine visiva ispirata ai paesaggi storici e mitologici di Malta e Gozo. Attualmente impegnata in un master in storia antica, l’artista porta avanti una pratica artistica che unisce ricerca storica e linguaggio contemporaneo. Una dimensione di studio e approfondimento che attraversa l’intero progetto ed emerge anche nei riferimenti iconografici.  

 

Marcy Axelrod presenta Ocean Creatures, un’installazione scultorea in tre parti che evoca organismi marini sospesi tra luce, trasparenza e movimento. Attraverso forme fluide in acrilico stratificato, l’opera riflette sulla fragilità sempre più visibile degli ecosistemi oceanici contemporanei.

 

Lavenair ritorna al mare come origine. Le sue fotografie del Mediterraneo - tra blu oltremare, turchesi e tempeste che fondono cielo e acqua - restituiscono una percezione intima e misurata del paesaggio. Nessun intervento digitale altera le immagini: i gradienti cromatici sono reali.

 

Accanto ai lavori di carattere documentario e politico, il progetto apre spazio a pratiche più immersive e contemplative. Alexandra Mas presenta Mystic Waters, un progetto che riflette sulla sovrabbondanza visiva e materiale generata dalla crisi ambientale contemporanea. Al centro del lavoro si trovano soprattutto lunghi disegni a inchiostro di 130 cm, che costituiscono il nucleo del suo lavoro e la base da cui si sviluppano anche le componenti video e performative. Il video rappresenta quindi una parte di una ricerca più ampia, costruita attraverso stratificazioni visive, immersione e accumulo di segni.

 

Sarah Olson sviluppa Rise All Boats, progetto performativo che nasce dal rapporto diretto tra corpo, materia e paesaggio marino.

 

Durante l’opening, il programma prevede la performance The Tragic Grasp for Air of Nymphaea di Julie Gintowt mentre Shoki Okumura presenta Empathy Towards Things - Impermanence as a Living Ocean, performance ispirata al concetto giapponese di mono no aware, dedicata alla fragilità e alla natura transitoria dell’esistenza.

 

Durante la traversata a bordo del Kyalami, Ocean Preservation Awareness nasce in dialogo con One Ocean Foundation e con l’Underwater Cultural Heritage Unit di Heritage Malta, realtà impegnate nella ricerca e nella conservazione del patrimonio marino. L’obiettivo è promuovere nuove forme di collaborazione tra arte, scienza e tutela ambientale, costruendo una piattaforma di confronto interdisciplinare capace di trasformare la conoscenza in azione: «guardiamo l’oceano e vediamo bellezza. Guardiamo più da vicino e vediamo ciò che gli abbiamo fatto

 

Con ARTIVISM AWARDS IV, l’osservazione si trasforma in esperienza condivisa e la consapevolezza in responsabilità collettiva, aprendo una riflessione sul rapporto tra esseri umani, ambiente e futuro del pianeta.

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