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Ettore Giaccari
“Symposium continuum”
Di Giada Gasparotti
“Symposium continuum” è il titolo della nuova esposizione del Maestro Ettore Giaccari, ospitata presso la “Jelmony Gallery” di Piacenza. Un titolo che sintetizza l’idea di mostra come luogo elettivo di scambio e dialogo, dinamiche che l’estetica di Giaccari innesca con naturalezza, ponendosi come punto d’intersezione tra ricerca informale- figurativa, vocazione poetica e narrazione materica delle umane passioni. La sua produzione si configura come uno spazio di pensiero puro, un ponte teso tra la dimensione del visibile e quella del recondito, in un equilibrio costante tra intuizione spirituale e percezione carnale. Le opere non devono essere intese come lavori isolati, bensì come tessere fondamentali di un mosaico più che ventennale che, coerenti nel tratto e nell'intenzione, danno vita a un simposio permanente tra archetipi classici, ferite esistenziali e corpi disgregati. Frammenti di vissuto si fondono sulle sue tele in un racconto incessante: Giaccari è un narratore che, attraverso il gesto pittorico, evidenzia la persistenza del ricordo e la metamorfosi delle forme, colte nell'istante in cui appaiono o svaniscono nel colore, disciolte o in procinto di nascere. Il suo tocco, fisico e strabordante, unisce l'astrazione a un lirismo profondo, alimentando un colloquio costante tra materia e anima, tra memoria del passato e urgenza del presente. Dopo l'esperienza milanese di “Thalassa”, dove con la forza di un moderno Géricault affrontava il dramma della migrazione, e l’esperienza romana “le Cattedrali della conoscenza”, incentrate su alcuni tra i più conosciuti archetipi filosofici, rivisti ai giorni nostri, emerge ora attraverso una selezione di dieci opere, un percorso concepito come un vero e proprio “symposium continuum”. Si tratta di testi visivi in cui leggere, tra le pieghe di una tavolozza inconfondibile. È una pittura aperta, che invita lo spettatore a scorgere ciò che desidera oltre il rappresentato; da questo magma creativo emergono elementi che si trasformano in un incontro totale, capace di coinvolgere simultaneamente lo sguardo e la mente.
Intervento di video-art di Nicola Bertoglio
“Capendo Adamo Futuro”
L’opera nasce a partire da uno dei lavori della serie “Capendo Adamo”, progetto fotografico bidimensionale che indaga il corpo maschile come spazio archetipico e simbolico, attraverso processi di scomposizione e ricomposizione dell’immagine. Mediante l’impiego di un software di intelligenza artificiale, questa ricerca si estende nella dimensione tridimensionale, dando forma a un essere primordiale sospeso in un ambiente onirico. La scelta del colore dorato nella scultura 3D si configura come un esplicito omaggio alla pratica artistica di Ettore Giaccari, con il quale l’opera entrerà in dialogo in occasione della mostra.