Collettivo Gas

The Border

The Border
The Border è una mostra del Collettivo GAS in cui pittura e scultura costruiscono un immaginario intenso e simbolico, attraversato da tensione, ironia e riflessione sul confine come luogo di attrito e trasformazione
Tipologia
Artisti
Periodo
21 Mag-13 Giu 2026
Vernissage
Giovedì 21 Mag 2026 18:30-21:30
Location
Kou Gallery
Indirizzo
Via della Barchetta, 13 - 00186 Roma [RM] Italia
Accessibilità
Location accessibile ai disabili
Ulteriori informazioni
Contatti
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Codice CAJEMZ - ID 3867 - UM 2026-05-08 00:50:17

The Border presenta una nuova selezione di lavori del Collettivo GAS, articolata in un nucleo di circa tredici opere su tela, affiancate da alcune sculture e fusioni in lega metallica. Il percorso espositivo mette in scena un immaginario compatto e immediatamente riconoscibile, in cui la pittura acrilica su grandi tele, di dimensioni intorno ai 150 x 100 cm, si unisce alla presenza plastica della scultura per costruire un ambiente visivo ad alta tensione simbolica.

Già dal titolo, la mostra individua nel confine il proprio campo d’azione. The Border non allude soltanto a una soglia geografica o politica, ma a un limite più ampio e instabile: quello tra ordine e disordine, tra immagine popolare e icona disturbante, tra memoria collettiva e rielaborazione individuale, tra ciò che la società espone e ciò che preferisce rimuovere. Il confine, nelle opere del Collettivo GAS, non è mai una linea ferma: è piuttosto una zona di attrito, di passaggio, di collisione.

Le tele si impongono per una forte intensità cromatica, dominata da rossi saturi, neri, bianchi e accensioni violacee, entro una grammatica visiva che fonde gesto pittorico, stencil, stratificazione, scrittura e immagine emblematica. Figure scheletriche, teschi, simboli reiterati, frammenti di scritte e presenze antropomorfe emergono come apparizioni dentro una pittura che sembra oscillare continuamente tra costruzione e cancellazione. L’immagine non si offre mai come superficie pacificata: vibra, si consuma, riaffiora, si impone come traccia di un’energia inquieta.

In questo senso, The Border lavora su una soglia percettiva ed emotiva. Le opere evocano il linguaggio urbano, l’estetica della ribellione, la cultura visiva contemporanea e una dimensione quasi rituale del simbolo, ma lo fanno senza chiudersi in una sola lettura. La durezza di certe iconografie viene continuamente attraversata da una componente ironica, da una teatralità quasi ludica, da una tensione che trasforma l’aggressività in racconto, il segno in maschera, il conflitto in immagine da interrogare. Anche quando il riferimento appare diretto, il collettivo lo piega a un campo più ambiguo, dove il visibile non coincide mai del tutto con il suo significato.

Le sculture e le fusioni in lega metallica ampliano questa riflessione trasferendola nello spazio. Se la pittura trattiene il gesto e lo dilata sulla superficie, la materia metallica introduce peso, permanenza, attrito fisico. Il dialogo tra tele e sculture rende così la mostra un attraversamento di linguaggi coerenti ma differenti, dove la bidimensionalità dell’immagine e la concretezza dell’oggetto concorrono a costruire una stessa atmosfera: tesa, compatta, perturbante, ma sempre controllata da una forte consapevolezza compositiva.

Con The Border, il Collettivo GAS costruisce un paesaggio visivo in cui il confine diventa esperienza. Non un margine da contemplare a distanza, ma uno spazio da abitare, un punto critico in cui le immagini mettono in discussione le categorie dell’identità, della forza, della paura, del potere e della rappresentazione. La mostra invita così il pubblico a sostare in quella zona intermedia dove le forme non rassicurano, ma rivelano; dove il simbolo non chiude il senso, ma lo apre; dove l’arte torna a essere un luogo di urto, di libertà e di trasformazione.

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