Focus Romania 2: Re-wild Mostra Personale di Réka Ugron

Focus Romania 2: Re-wild Mostra Personale di Réka Ugron
La galleria MAG, approfondisce la ricerca sull’attuale pittura dell’Est europeo, inserendo, nella precedente mostra, una serie di Réka Ugron.
Periodo
03-21 Mag 2016
Location
Indirizzo
Via Vitani, 31 - Como - IT []
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Como, 29-4-2016 La galleria d’arte contemporanea MAG di Como e lo Studio Claudio Scorretti di Lugano presentano Focus Romania 2: Re-wild Mostra Personale di Réka Ugron   Mostra a cura di Salvatore Marsiglione e Irina Ungureanu Inaugurazione:  Martedì 3 maggio ore 18:30 presso la galleria MAG in Via Vitani, 31 a Como, con presentazione dell’artista di Claudio Scorretti La mostra proseguirà sino al 21 maggio 2016  Orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19:30 Info line : +39 3287521463 info@marsiglioneartsgallery.com   www.magcomo.it   Con il Patrocinio dell’Associazione Archivio Luigi Russolo di Como Grazie alla grande attenzione, ricevuta da parte del più attento mondo del collezionismo, alla precedente mostra concentrata sulle avanguardie romene, la galleria MAG in collaborazione con lo Studio Claudio Scorretti di Lugano, approfondisce la ricerca sull’attuale pittura dell’Est europeo, inserendo, tra le opere di Laurian Popa e Diana Serghiuta, una serie, tra le più attuali, dell’artista romeno/ungherese Réka Ugron. Salvatore Marsiglione Focus Romania 2: Re-wild Mostra Personale di Réka Ugron Originariamente avevo ideato un titolo diverso, anche se simile a prima vista, da dare alla mostra : re-wind (figurativo) (e non il re-wild attuale). Il motivo del titolo (poi scartato) è abbastanza semplice: il gesto artistico di rewind risalta evidente dalle opere di Ugron Réka. L’artista compie a ritroso, riavvolge il proprio percorso artistico nel ri-attraversare alcune delle ultime tendenze dell’arte contemporanea e delle avanguardie storiche del Novecento, associate alla figurazione. Le correlazioni più immediate rimandano alla pop-art, quella del cartoons e del consumismo propria degli Anni Sessanta, sino a lambire i dadaismi di fine secolo scorso dei ritagli visivi di Hans Clavin e degli oggetti-manichino di John Furnival. Sempre sotto l’influenza del rewind, risultano evidenti i rimandi all’utilizzo del mezzo fotografico come supporto (direi audiovisivo e non soltanto visivo) alla creazione su tela, come alla ‘narrative painting’, capace di ricomporre la dissonanza cognitiva in un discorso figurativo plateale. Troppo facile e parziale, di parte; cioè critico. Arrivato al limite del re-wind critico, sono ripartito da capo. Le opere mi piacevano tutte ma avevo bisogno d’un titolo. Né mi è bastato quello suggerito dall’artista : ‘Wild’, perché non ho trovato le tracce selvagge (che figuravo associate all’aggettivo) nelle opere proposte per questa mostra, né in quelle presentate nelle mostre precedenti, in Romania, In Ungheria, e l’ultima, in Italia. Allora sono ricorso a Nietzsche : ‘Non c’è alcun fatto concreto : tutto è fluido, inafferrabile, cedevole’. Lo shock da bricolage dell’eterogeneo che si respira all’interno delle opere di Réka mi è sbalzato agli occhi per la fluidità degli elementi raccolti, in grado di assumere una dimensione ‘spontanea’ (cioè ‘wild’) nella presenza. Anche la rappresentazione figurativa avviene nel ‘deserto’, dal ‘disabitato’, nell’impreciso; altre sfumature di ‘wild’ inafferrabile e cedevole, enunciate nella frase di Nietzsche. Allora perché ‘re-wild’ e non, più semplicemente, ‘wild’, facendo anche contenta l’artista. Perché Réka riconfigura il concetto di ‘wild’ in una propria, personale chiave iperrealista; procede ad una rielaborazione a tratti kitsch dei contenuti tipicizzati; colloca infine l’immaginario consumistico tra gioco e realtà. Insomma si diverte e ci diverte nell’attitudine alla metamorfosi, prima di compiere il passo più grande sulla materia prima del ‘body’ animale, reso cedevole, plasmabile; pongo o gomma, birillo da circo ma tutto terribilmente e ‘luccicatamente’ verosimile, aderente come una calcomania al vero. La creatività progettuale di Ugron Réka (nome scritto alla maniera ungherese, dove al primo posto figura il cognome seguito dal nome) è davvero ragguardevole, almeno pari alla sua capacità pittorica di realizzazione, al tratto del segno dai contorni netti, sempre dosata ed impeccabile nelle sfumature dei colori, nel contrasto della luce del cielo con una luce verosimile. Come quella che si respira, dietro una vetrina. Claudio Scorretti Ugron Réka Nata nel 1981 a Miercurea Ciuc, Romania, vive e lavora a Timisoara. Laureata in pittura alla Facoltà di Arte e Design di Timisoara nel 2004, ha conseguito il master nel 2009. Ha partecipato ad oltre 15 mostre collettive in Romania e all’estero. Alcune esposizioni personali 2013 Wild, Galleria Machina, Rieti, Italia 2012 Borders, Galleria Pygmalion, Timisoara, Romania 2011 Vernissage, Galleria d’Ancona Budis, Bucarest Romania 2009 Plastic People, Galleria Calina, Timisoara, Romania