Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

IOSONO VULNERABILE. DUNQUE VIVO. ARTE E’ AMARE LA REALTA’

L’exCarcere Pontificio di Velletri torna a vivere di una nuova luce, effimera, per un breve periodo prima della sua distruzione. Una straordinaria iniziativa artistica sta infatti prendendo vita, promuovendo un messaggio che parla di vulnerabilità, realtà e della forza dell’arte: un gruppo di artisti e professionisti delle arti visive, del cinema, della fotografia, della danza e della musica, insieme ad insegnanti, tecnici e studenti dell’Accademia di Belle Arti e dei licei romani si è unito per creare “iosonovulnerabile, dunque vivo. Arte è amare la realtà!”
Il progetto transdisciplinare, a cura di Sergio Mario Illuminato e patrocinato dalla Regione Lazio e dalla Città di Velletri, abbraccia i diversi linguaggi dell’espressione artistica, esplorando il concetto di coesistenza di varie forme d’arte nel contesto degli spazi dell’exCarcere, un luogo di oltre mille metri quadri costruito nel 1861 dalla famiglia Romani.
Questo sito, abbandonato da oltre trent’anni, torna a vivere e si trasforma in un hub atipico dove fare arte significa soprattutto dialogare con le future generazioni. Nel cuore di questo spazio quasi sepolto, le pareti di pietra logorate dalla storia e le sbarre testimoniano di un passato di confinamento e isolamento. Oggi, queste stesse mura diventano qui tela per esplorare un tema tanto universale quanto intimo: la vulnerabilità umana.
Il progetto, unico nel suo genere, vuole essere un audace e innovativo esperimento artistico che pone la fragilità dell’essere umano al centro della scena. Gli artisti e gli operatori affrontano la difficoltà di immergersi in un contesto carcerario, nell’ intento di trasformare la durezza del passato in un luogo di riflessione e consapevolezza. Ogni angolo di questo spazio crudo e suggestivo è permeato di una tensione palpabile, in cui la vulnerabilità data dalla sofferenza riemerge e si riconosce come parte integrante dell’esperienza umana. “iosonovulnerabile” proseguirà fino al 30 gennaio 2024, e sarà l’ultima testimonianza reale in questo sito, prima della sua ristrutturazione architettonica e del cambiamento di destinazione d’uso, già prevista nei prossimi mesi.
Il progetto, che prende ispirazione dal libro di Sergio Mario Illuminato “Corpus et Vulnus: omaggio ai maestri Tàpies, Kiefer, Parmiggiani” (Edizione IP, 2023), riunisce per sei mesi artisti di diversa estrazione e natura in una sorta di residenza artistica, all’interno dell’exCarcere.
In questo arco di tempo gli operatori culturali hanno realizzato uno “spazio” altro che fisico, che si vuole intellettuale, profondo, articolato, critico, fragile, necessario. Da qui nasce il Movimento Vulnerarte, la realizzazione del cortometraggio “Vulnerare” e la pratica performativa “iosonovulnerabile”: attività intrecciate tra di loro, che racchiudono l’anima di un’esperienza immersiva a carattere site-coexistence.
Il presupposto è l’idea che l’arte contemporanea in alcune sue espressioni sia diventata irrilevante perché lontana dalla verità della realtà e abbia quindi bisogno di un re-setting radicale per rivendicare i suoi diritti sulla vita. Vulnerarte vuole rompere le barriere tra opera e non-opera, tra autore e partecipante, tra spazio espositivo e vita quotidiana.
“Le grandi esposizioni internazionali d’arte contemporanea stanno conoscendo un crescente uso dell’arte come entità astratta separata dalla realtà. L’arte sembra essere sempre più confinata solo in spazi ideologici codificati come musei, fiere e gallerie. Personalmente, come risposta alla drammatica situazione attuale, ho sentito la necessità di re-agire artisticamente sfuggendo dagli spazi anestetici predefiniti che relegano l’arte ai margini ed ho provato a mettere al mondo il mondo, come affermava Alighiero Boetti. Lavoro per riabilitare le ‘cattedrali contemporanee della vulnerabilità’ che includono ex carceri, ospedali, mattatoi, caserme, chiese, fabbriche, scuole…e altri luoghi in stato di grave abbandono. La mia ricerca in questi spazi mira a creare un ambiente esperienziale potenziale, uno spazio meditativo caratterizzato da una nudità cristallina, al fine di recuperare una dimensione rituale aperta all’altro, in cui artisti e partecipanti possono immergersi per ascoltare le vibrazioni degli elementi preesistenti insieme alla sensibilità e all’energia degli Organismi Artistici Comunicanti (OAC) che ho sviluppato nel corso degli anni. Gli spazi espositivi diventano così luoghi in cui si sviluppa un processo di relazioni senza uguali che può rivelare un lessico condiviso” così racconta Sergio Mario Illuminato.
Ad animare con le loro opere e la loro personale visione artistica l’exCarcere insieme a Sergio Mario Illuminato (pittura-scultura), sono gli artisti Rosa Maria Zito (fotografia, scenografia), Federico Marchi con Roberto Biagiotti e Alessandro Pagoni (cinema), Patrizia Cavola e Ivan Truol con Camilla Perugini e Nicholas Baffoni (danza), Andrea Moscianese (musica), Davide Palmiotto (arte dei suoni).
Tutti insieme, ricostruendo la storia nel contesto dell’exCarcere, hanno dato vita ad un percorso tra ambienti intimi e sconcertanti; con le celle, i messaggi dei detenuti sui muri, i faldoni del tribunale penale si tessono le installazioni originali, i dispositivi di pittura-scultura, musica e cinema, creando un dialogo originale e coinvolgente tra il vissuto e l’arte, tra l’architettura e il pubblico. “Iosonovulnerabile” è un invito ad andare oltre le mura e le barriere, ad esplorare la meravigliosa complessità della vulnerabilità umana.
Attraverso le forme artistiche, di qual natura si voglia, quelle che più ci sono affini, ci connettiamo con l’altro, con altro, e nel riconoscimento implicito di questa condizione di fragilità condivisa diventiamo più consapevoli, solidi, forti.
Varcando il cancello dell’exCarcere Pontificio di Velletri ci si immerge in un limbo di invisibilità. Nel silenzio assordante di luoghi che vanno dimenticati si accende una luce per guardare da molto vicino le pieghe della fragilità, a pelle. Nel cortile della presa d’aria dei detenuti, il visitatore è chiamato a mettere in discussione i propri sensi per scoprire una realtà architettonica, attraverso una sorta di speleologia creativa transdisciplinare, ad opera degli artisti, capace di riportare alla luce ciò che l’incuria, il degrado e il tempo sono riusciti a nascondere per decenni: “Organismi Artistici Comunicanti” che trascendono la loro materialità in un mondo che sembra essersi cristallizzato ma che, nonostante tutto, ci fa vedere perché lottare per la vita.

Sergio Mario Illuminato

Nato a Catania (Sicilia) nel 1963, nato all’arte nel 2019, attualmente vivo e lavoro a Roma. Corso certificato di Arte Contemporanea del MOMA di New York. Diploma Accademico Biennale di II Livello, Arti Visive, Accademia di Belle Arti di Roma. Laurea in Lettere e Filosofia, indirizzo Teatro e Spettacolo, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Membro dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Ho sempre portato avanti il processo artistico al pari di quello socio-culturale. Numerose le partecipazioni a concorsi di pittura e esposizioni personali e collettive in Italia, Francia, Emirati Arabi Uniti, Lettonia, Regno Unito, Russia. Mostre permanenti nelle piattaforme d’Arte internazionali: Wikiart - SaatchiArt - Artid - Singulart - Kaboomart - Rome Art Week - Absolute Arts - ArtSted - Pitturiamo - Arte Laguna World - Yicca Community - IoArte - Artabus - Life Beyond Turism.


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1 Marzo 2024

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