Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

GAETANO FIORE – Voci nel colore – RO’S Gallery BERGAMO

Obiettivo posto per la selezione delle opere da esporre a Bergamo è stato quello di mantenere parzialmente integra la logica del percorso pittorico dell’artista che di fatto nasceva e si concretizzava, 10 anni fa, con il progetto “Stimmen in Farbe” in Germania nel 2015 al MAD di Würzburg. La curatrice nonché direttrice, Rossana Pedrali, della Galleria “RO’S Gallery” di Bergamo intende presentare un nucleo significativo di opere pittoriche e scultoree riproponendo lo stesso titolo, ma in italiano, “Voci nel colore”, ormai acquisito, soprattutto negli ultimi progetti personali di Gaetano Fiore, come una sorta di payoff del suo brand. Il progetto espositivo che s’inaugurerà il 21 marzo nelle sale della galleria bergamasca si dipanerà in altre location.

Pacta dei Teatri Salone. Mostre al Cubo – Milano, maggio 2025
Kunst im Haus der, Architektur Friedrich Staib – Sommerhausen, GERMANIA, agosto 2025
Villa Bruno, Città di San Giorgio a Cremano – Napoli, 2026

In “Stimmen in Farbe” Gaetano Fiore si ispira alle preghiere dello Stundenbuch di Rainer Maria Rilke.
Rilke sa dare corpo alla parola e poi la smussa come una pietra per enuclearne l’essenza. Le sue poesie diventano cose che posseggono l’incisività materica di un quadro di P. Cézanne e il vigore plastico di una scultura di A. Rodin.
Fiore vuole che la parola si sustanzi nel colore affinché il suo significante si rifletta nel corrispondente significato fino ad aderirvi compiutamente.
Le “voci montanti del tempo“ riecheggiano nelle sue opere come nell’alveo di conchiglie perdute nell’abisso e risalgono da profondità ancestrali con la medesima naturale necessità dell’ossigeno che urge verso la superficie. I pigmenti, la cui metodica e laboriosa stesura stratificata rammenta un ostinato in musica, pullulano di rimandi letterari plausibili.
Il dinamismo del blu è pure quello dell’inesprimibile nostalgia d’infinito di Novalis. La monumentale stanzialità del rosso ha, talvolta, la febbre dell’immaginario fantastico di E. T. A. Hoffmann. La duttile iridescenza del verde tratteggia le atmosfere sommerse di alcune novelle di L. Tieck.
E, nella sospensione lirica di cesure al racconto, il bianco (il non colore che balugina dalla juta o dal lino del nudo supporto) non potrebbe forse alludere all’”Offene” dell’Ottava Duineser Elegie di Rilke, al superamento cioè delle usate categorie spazio-temporali che ci precludono la conoscenza della cosa in sé?

Astrazione di forme naturali, in particolare quella dell’albero, nonché trasfigurazioni di soggetti mistici e/o religiosi sono Leitmotive evidenti nella produzione artistica di Fiore. Pittura la sua dal forte impatto drammatico, talora spettrale, che rimanda a una antica modernità con rimandi e tributi ideali a M. Rothko, G. Previati e G. V. Sutherland. Il colore è immanente, totale; il tessuto assorbe la luce e vibra. La ricerca stilistica di Fiore, elegante e intensa a un tempo, va a esplorare molteplici modalità narrative nella prospettiva di inediti spazialismi dinamici.

Andrea Petrai

Gaetano Fiore

Gaetano Fiore nasce il 3 novembre 1960 a San Giorgio a Cremano (NA). Dal 1979 al 1984, ancora studente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, cura le scenografie di alcune rappresentazioni del gruppo teatrale d’avanguardia Libera Scena Ensemble, diretto da Gennaro Vitiello. Parallelamente, nello stesso periodo, Fiore si forma accanto a importanti scultori e pittori napoletani: Lidya Cottone, Aulo Pedicini e Renato Barisani (quest’ultimo cofondatore del "Gruppo Napoletano Arte Concreta”). Dalla metà degli anni ottanta Fiore si dedica totalmente a una pittura analitica, prima attraverso un'espressione pittorica che trasfigura la realtà e successivamente, nel concreto, a una metabolizzata trascendenza più Rothkiana alla quale egli perviene anche grazie all'incontro con Salvatore Emblema. Nel 1987 Gaetano Fiore espone la sua prima mostra personale a Parigi. Dal 1990 in poi l'artista intraprende una ricerca meticolosa sull'astrazione dedicandosi allo studio analitico di forme pure seguendo idealmente la scia di Hans Arp e Alberto Magnelli. Negli anni novanta Fiore si riavvicina al teatro e fa la conoscenza di Paolo Puppa, docente di Storia del Teatro alla Ca’ Foscari di Venezia. Alcuni scritti di quest'ultimo fungono da presentazione alle numerose personali di Fiore allestite in Germania dal 1998 al 2015 e a quella del 2008 in Costa Azzurra. Le frequentazioni dell’arte contemporanea in Germania lo portano poi alla collaborazione con il MAD (Baviera), diretto da Jürgen Lenssen, sino a culminare in uno dei più importanti progetti espositivi “Stimmen in Farben” nelle suggestive sale del Dom Museum di Würzburg. La passione per la musica di autori francesi, in particolare quella di Olivier Messiaen, così come per il free jazz di Cecil Taylor e Bill Dixon, dà impulso alla realizzazione di alcuni grandi progetti espositivi allestiti a San Vincenzo (LI) nel 2010 e a Lecco nel 2012. Recenti ed importanti mostre hanno visto Fiore a Milano con l’installazione MostreAlCubo al PACTA 2022, a Portogruaro (VE) con opere concrete e di carattere spirituale 2023. Mostre personali imminenti sono previste per il 2024 e ospiteranno la sua produzione pittorica alla Casa Esagono di Vittorio Giorgini a Baratti (LI) e nelle ville vesuviane di San Giorgio a Cremano (NA), sua città d’origine. Le frequentazioni con visual artists e musicisti del calibro di Rob Mazurek, Attilio Novellino e Antonio Raia, scandiscono la produzione pittorica di Fiore fino a oggi, nella direzione di contaminazioni in diverse sperimentazioni estetiche. Numerose tele di Gaetano Fiore sono custodite in prestigiose collezioni pubbliche e private, in spazi museali sia in Italia che all’estero. Molte delle sue opere sono riprodotte sulle copertine di testi per il teatro e per la letteratura editi da Titivillus, Bulzoni, Supernova e Cue Press. Astrazione di forme naturali, in particolare quella dell’albero nonché trasfigurazioni di soggetti mistici e/o religiosi. "Di forte impatto, quasi drammatico e talora spettrale, la pittura di Fiore rimanda a un'antica modernità che affiora dal sommerso. I riferimenti pittorici sono adesso Previati e Sutherland nella prospettiva di un nuovo spazialismo dinamico. Il colore è immanente, totale. Il tessuto assorbe la luce e vibra. La pittura di Fiore si dipana in una ricerca stilistica, elegante e intensa, a un tempo che va a esplorare nuove modalità narrative”. (Andrea Petrai) Gaetano Fiore prepara e utilizza colori con pigmenti puri alla maniera di Cennino Cennini (olii, tempere, acrilici e inchiostri). I piccoli e grandi supporti utilizzati sono tele di lino, juta grezza, nonché pregiate carte naturali.


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1 Marzo 2024

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