Periodo
27 Gen-08 Feb 2018
Vernissage
Sabato 27 Gen 2018 18:00
Location
Indirizzo
- Piacenza [PC]
Autore
lucianocarini
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Codice evento NEIEMY - ID 1866
Alla Galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura alle ore 18, la mostra personale di Laura Zilocchi dal titolo “Segno e colore, la misura delle emozioni”.
Nata a Guastalla e residente a Brescello, Laura Zilocchi è personaggio di vasta cultura e dai molti e diversificati interessi. Oltre che artista, infatti, è anche scrittrice e coltiva in modo particolare la passione per la storia, l’archeologia e la storia della gastronomia.
Ha iniziato a dipingere giovanissima frequentando gli studi di Bartoli e Moscardini. Sperimentalista nata, data la sua natura eclettica e poliedrica, ha intrapreso la strada dell’acquerello, del pastello, della pittura ad olio e di svariate altre tecniche che, con il passare del tempo, hanno ampliato e diversificato il suo linguaggio pittorico. Oggi l’artista ha individuato nella carta il suo mezzo espressivo più congeniale e, attraverso questa fragile materia, l’uso dell’acqua e del pc, riesce ad ottenere straordinari effetti cromatici e luministici.
Dopo un avvio figurativo, con opere rivolte per lo più alla descrizione del paesaggio padano, Laura ha sentito il fascino delle Avanguardie Storiche e, tra i vari momenti proposti, ha avuto una naturale e indubbia predilezione per l’Astrattismo: non l’Astrattismo Geometrico di Piet Mondrian, piuttosto freddo e matematico, ma per quello più libero e spontaneo, più lirico e musicale di Joan Mirò e Vasilij Kandiskij.
Allora possiamo senza dubbio affermare che artisti del calibro di Joan Mirò, Vasilij Kandinskij e Giuseppe Capogrossi hanno costituito il punto di partenza di tutta la sua riflessione artistica, e pittorica in particolare, ma a tutto questo la nostra artista ha saputo aggiungere intuito e invenzione, novità e freschezza affrancandosi con decisione da ogni condizionamento culturale e proponendo un’espressione autentica e vera, un linguaggio ed una cifra stilistica che sono solo ed esclusivamente suoi.
Così, attraverso la forma astratta e l’uso magistrale della carta, Laura Zilocchi ha trovato la propria strada, il proprio codice espressivo: una pittura fatta di creatività e fantasia, di luce e colori sulla quale inserisce i suoi segni, le sue traiettorie, le sue scritture. Pittura segnica, quella della nostra artista, ma arricchita da felici intuizioni spaziali, da un innato e prorompente gusto cromatico che, sovente, lascia intravedere un certo divertissement esecutivo, quasi una forma di liberazione interiore quando la sua sintesi grafica riesce a farsi talmente libera e istintiva da rasentare il magico mondo infantile, la semplicità ingenua e disarmante della pura e semplice fantasia. Allora tutto diventa poesia, emozione e lirico sentimento.
Ci sono poi momenti, nella sua produzione, dove l’aspetto segnico appare in modo ancor più chiaro ed evidente ed è quando l'artista, dai fogli bianchi e immacolati, riesce a far emergere, nitidi e puliti, un'infinità di simboli arcaici, di segni e grafemi. Non si tratta di una simbologia inventata, né di una semplice decorazione creata ad “hoc” per ottenere chissà quale effetto, ma di una vera e propria scrittura antica. Quei segni e quei simboli sono in realtà lettere e scritture appartenenti agli antichi Fenici, agli Etruschi oppure a lontanissime popolazioni dell’Africa profonda. Sono il frutto di approfondite ricerche storiche compiute da Laura Zilocchi e di felici scoperte derivanti da studi costanti e prolungati nel tempo. Nelle sue mani, queste lettere e questi simboli acquistano nuova e sorprendente dignità, diventano moderne e attuali fino ad elevarsi ad arte contemporanea. Così, come per magia, la storia si fonde con l’arte in un abbraccio simbolico al di fuori di ogni confine spazio-temporale. Artista veramente interessante, Laura Zilocchi, e da seguire con attenzione per la sua forte carica poetica, le sue felici interpretazioni, per la sua infinita curiosità culturale che la porta ad indagare in ogni direzione.
La rassegna, che chiuderà l'8 febbraio, sarà introdotta dal gallerista e critico d'arte Luciano Carini.