Periodo
04-27 Mag 2023
Vernissage
Giovedì 04 Mag 2023 18:00
Location
CARLODORTAARTSTUDIO/GALLERY
Indirizzo
Roma, Piazza Crati, 14 - Roma [RM]
Artisti
Curatori
Autore
Stefania Di Filippo
Gli eventi inseriti all’interno di E-Zine sono sotto la piena responsabilità degli stessi organizzatori. E-zine non si assume alcuna responsabilità per la veridicità dei contenuti informativi relativi agli eventi, per il rispetto dei diritti d’autore o di qualsiasi altra normativa, né per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento degli eventi.
Inoltre, E-zine e di conseguenza Menexa Srl non sono responsabili per eventuali danni morali o materiali che possano derivare ai visitatori durante la partecipazione a tali eventi.
Inoltre, E-zine e di conseguenza Menexa Srl non sono responsabili per eventuali danni morali o materiali che possano derivare ai visitatori durante la partecipazione a tali eventi.
Codice evento MOKEMW - ID 905
Con oltre 25 opere, tra fotografie, dipinti e sculture, l’esposizione esplora il linguaggio dell’astrazione, nelle sensibili interpretazioni dei due artisti. Il terreno di confronto è l’inusuale impiego del medium fotografico, che nelle opere di entrambi si trasforma per esplorare una realtà metafisica. Nelle parole della curatrice: “Le ricerche artistiche di Stefania Di Filippo e Carlo D’Orta, pur con risultati molto diversi, condividono il medesimo processo generatore, ovvero una progressiva astrazione dei fenomeni, che da semplice dato oggettivo si trasformano in suggestioni afferenti a una realtà immateriale, spirituale. Per entrambi gli artisti il medium fotografico è il filtro che si colloca tra l’occhio umano osservante e il soggetto osservato, lo strumento di indagine in grado di registrare, con la finalità ultima di trarre via gli elementi essenziali: la fotografia non è dunque utilizzata come linguaggio puro, nella sua versatile esplorazione dei fenomeni, ma viene manipolata e resa astratta, per comunicare l’essenza oltre l’apparenza. I luoghi raccontati dalle loro opere non sono più soltanto fisici, ma diventano spazi interiori, vivi e mutevoli negli occhi di chi li esplora.”