Call for artists: Confini

A cura di Penelope Filacchione
Call for artists: Confini
Il confine come soglia, possibilità, identità in dialogo. La call invita opere che esplorino limiti fisici, psicologici, politici, etici, sociali e simbolici. Sono accolte interpretazioni poetiche, concettuali e sperimentali.
Tipologia
Evento site-specific
Curatori
Generi
Audio Art
Fotografia
Incisione
Installazione
Illustrazione
Mixed media
Pittura
Scultura
Performance art
Video Art
Ready-made
Tessile
Digital Art
Periodo
27 Gen-07 Feb 2026
Vernissage
Sabato 21 Feb 2026 17:00-21:00
Location
Art Sharing Roma
Indirizzo
Via Giulio Tarra, 64 - 00151 Roma [RM] Italia
Orari di apertura
da mart a sab 17-20
Ulteriori informazioni
Contatti
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Codice KZBEMB - ID 3710 - UM 2026-01-27 17:24:55

[immagine di Tania Russo]

Mai come in questo momento storico, il tema del confine è all’ordine del giorno. Confini politici, confini economici, confini di guerra, ma anche confini personali continuamente sorpassati dall’esposizione attraverso i social. I confini delle nostre case sono attraversati dal nostro vicino, dai mass media.

Dalla pandemia in poi abbiamo anche perso la privacy delle nostre mura: ogni video call è, di fatto, un’intromissione del lavoro e delle relazioni pubbliche nello spazio intimo del nostro quotidiano.

Lontani, ma vicini”: così si diceva.

I greci avevano diverse parole per definire il confine, con diverse sfumature di significato: ὅρος (horos) è il più affine a quello del nostro significato corrente, ma il più suggestivo è λιμήν (limen), che in origine significava porto, approdo, ma anche rifugio, asilo, luogo di accoglienza. Da limen deriva anche il limes romano: è un confine militare, ma anche un limite psicologico, come il piccolo Rubicone varcato platealmente da Cesare.

Erano tutti concetti strettamente connessi alla polis, che oltre a essere un luogo fisico era prima di tutto il luogo dove il cittadino esprimeva sé stesso in tutta la propria libertà di essere umano.

Non a caso, proprio Roma mette in opera il significato più vasto del confine greco attraverso l’asylum: un luogo sacro sul Campidoglio dove qualunque uomo libero aveva diritto di installarsi dichiarandosi cittadino, appartenere a quella comunità, essere contributore al benessere collettivo partecipando alle pubbliche attività. È appunto l’asilo politico, l’accoglienza nella polis.

 Il confine diventa quindi il simbolo delle possibilità più che una barriera insuperabile: l’epica e la tragedia greca si svolgono spesso sul confine – le mura di Troia, la porta della città della scena teatrale, l’isola-regno di Ulisse il cui confine è il mare e il mondo intero da esplorare – nel confronto tra chi è dentro e chi è fuori, tra chi vuole allontanarsi e chi vuole tornare, tra chi appartiene o non appartiene a un consesso umano ancor prima che strettamente politico.

 Di fatto il confine è ciò che contiene l’identità ma, per sua stessa natura, è anche in continuo confronto con altre identità che sono “oltre la linea”. Insomma, è sì sacro – consacrato alla protezione degli dèi e anche difeso militarmente – ma è comunque permeabile.

La nostra parola cum-finis / confine deriva proprio da questa idea: ciò che la definisce non è la fine, ma proprio la particella cum/con: con chi è di là dalla linea, perché il limite dello spazio (fisico, psicologico, etico, morale) di ciascuno non può che coincidere con il limite dello spazio di qualcun altro. In sostanza, ancora una volta, la linea di confine non può che essere permeabile.

Gli antichi ne affidavano la protezione alle divinità, ai riti sacri, demandati a preservarne non tanto e solo l’integrità fisica, quanto a salvaguardarne gli aspetti identitari.

Perché, in fin dei conti, uno spazio è definito da coloro che lo abitano e per ciascun confine c’è qualcuno dall’altra parte che guarda: in sostanza, il confine non una linea che divide, ma un luogo in cui due mondi si guardano.

Ieri come oggi, il rispetto del confine è affidato alla cultura, alla sensibilità, al rispetto dell’altro, ma anche alla capacità di accoglienza e di estensione del diritto.

Il confine è uno spazio fisicamente sottilissimo, la cui protezione -nel villaggio globale del nostro presente – è affidata al senso etico e morale, alla responsabilità politica.

L’arte ha tutte le possibilità di esplorare un concetto così antico e così attuale in tutte le sue implicazioni superando il confine – appunto! – delle parole, per esprimersi con i mezzi che le sono propri.

Il confine è una soglia, accogliamo opere che sappiano abitarla: pittura, fotografia, scultura, incisione, installazioni, video, performance, arte digitale, suono, parole, materiali ibridi e forme ancora da inventare. 

(testo di Penelope Filacchione)

1) COME ADERIRE

1.1) La mostra si svolgerà nella nostra galleria in Via Giulio Tarra 64 – 00151 Roma (il link si apre su Google Maps). 

1.2) Si prevede un’opera o installazione per ciascun artista, a meno che non si tratti di opere composite, compatibilmente con lo spazio disponibile.

1.3) INVIARE LA PROPRIA CANDIDATURA CON IL MATERIALE RICHIESTO ENTRO IL 6 FEBBRAIO 2026 ALLE ORE 23.59 esclusivamente attraverso SWISSTRANSFER a artsharing.roma@gmail.com

 

NB SWISSTRANSFER è una piattaforma gratuita senza registrazione per inviare file anche di grandi dimensioni: basta cliccare sul link che alleghiamo, aggiungere i files e seguire la procedura. Il materiale resta disponibile per essere scaricato fino a 30 giorni. https://www.swisstransfer.com/it-it

 Non saranno accettati materiali inviati con altre procedure.

 OGGETTO dell’email: CALL CONFINI – NOME COGNOME (più eventuale nome d’arte)

 

1.4) Materiale richiesto

  • In word: breve presentazione dell’artista
  • In word: statement dell’opera o del progetto
  • in formato jpg 300 dpi: 3 immagini
  • in caso di materiali audiovisivi inviare link su Drive o simili
  • In word: scheda tecnica e necessità espositive. Scrivere misure e tecnica!
  • Contatti

 Tutte le opere inviate saranno sottoposte a valutazione e riceverete un esito al più tardi entro il 10 febbraio 2026

 2. CRITERI DI SELEZIONE

  • Risonanza poetica e concettuale con il tema
  • Qualità e originalità dell’opera proposta
  • Fattibilità tecnica e dialogo con lo spazio

 3. PER ESPORRE

3.1) La nostra è un’associazione culturale: in caso di selezione (e non prima!) per esporre è necessario aderire con una quota annuale (1° gennaio – 31 dicembre di ogni anno) di 25 euro che include anche l’assicurazione R.C.

La tessera associativa permette di partecipare alle nostre iniziative e anche di partecipare ad eventuali altre call nell’anno.

3.2) Le opere devono essere consegnate presso il nostro spazio entro il 16 febbraio 2026: se è necessario spedirle, i costi di spedizione (andata e ritorno) sono a carico della persona che espone. NB per la spedizione, al fine di agevolare i corrieri e per evitare smarrimenti, segnaleremo un indirizzo sempre presidiato che non è quello della galleria.

3.3) Alla consegna si firmerà un accordo espositivo e una liberatoria per la diffusione delle immagini della mostra via web.

3.4) Tenendo conto delle necessità tecniche delle opere, le scelte e i criteri di allestimento restano a cura della galleria

4) SPECIFICHE TECNICHE DELLE OPERE

 Sono ammesse opere pittoriche, incisione, scultura, installazioni, fotografia, performance art (date da concordare per il live), video e computer grafica, etc. secondo le seguenti indicazioni:

4.1) Le opere pittoriche possono avere un’altezza massima di 160 cm e una larghezza massima di 200 cm.

4.2) I dipinti devono essere provvisti di attaccaglie. I dipinti la cui larghezza eccede i 70 cm devono avere due attaccaglie.

4.3) Le sculture da appoggio che necessitano di una base possono avere larghezza e profondità massime di max 30 x 30 cm.

4.4) Le sculture auto-portanti non possono superare i 180 cm di altezza

4.5) Si prega di tener conto che, se si tratta di opere molto pesanti, è necessaria la presenza dell’artista che aiuti per l’allestimento.

4.6) Per eventuali proposte performative, tenere conto che lo spazio massimo disponibile per il movimento è di circa 250 x 250 cm, con il pubblico distribuito intorno o sul ballatoio (vedi misure dello spazio nel documento allegato).

4.7) Lo spazio dispone di un monitor da 42 pollici per eventuali opere digitali (video art)

Per vedere le misure dello spazio clicca QUI

 

5) COSA OFFRE ART SHARING ROMA ETS

Il nostro spazio fornisce

5.1) illuminazione professionale e allestimento

5.2) un foglio di sala con testo critico

5.3) didascalie per le opere

5.4) grafiche digitali per la comunicazione web

 5.5) ufficio stampa

5.6) rinfresco per il vernissage.

5.7) Creeremo degli hashtag ad hoc e gli artisti espositori sono caldamente invitati a condividere i nostri post sui loro social, ma senza modificarne la grafica.

  • Se possibile creeremo anche un pieghevole di tipografia da distribuire al pubblico.

6)  COSA NON FORNISCE ARTSHARING ROMA

Assicurazione delle opere. Gli artisti che lo desiderano, potranno assicurare le loro opere in autonomia: lo spazio è fornito di diversi sistemi di allarme e anti effrazione ed è nostra cura conservare le opere nel migliore dei modi possibili. 

7) IN CASO DI OPERE IN VENDITA

Se le persone che espongono intendono vendere le loro opere, sono pregate di comunicarne il costo in anticipo.

La nostra è una no-profit che non effettua vendita diretta, ma mettiamo i collezionisti in contatto con gli artisti, che provvederanno a tutte le operazioni finanziarie e fiscali secondo il loro regime.

A conclusione della mostra è gradita, in caso di vendita, una erogazione liberale a favore dello spazio: il ricavato va infatti al sostentamento futuro delle altre iniziative!

È apprezzata una donazione del 20%, ma trattandosi di erogazione liberali ovviamente chi dona può regolarsi come ritiene opportuno, con responsabilità.

 

Calendario della mostra

La mostra aprirà sabato 21 febbraio 2026 alle 17 e chiuderà sabato 21 marzo 2026.

Orari della mostra: da martedì al sabato dalle 17 alle 20.

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