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Dopo aver dipinto en plein air la costa salentina che da Leuca arriva ad Otranto, fedele ad una poetica che vuole un’arte non solo estetica ma anche etica, rintracciando attraverso segni e colori il dialogo tra uomo e Natura, l’artista specchiese Luigi De Giovanni ritorna con una personale che racconta la sua incessante ricerca artistica.
L’evento, promosso e patrocinato dal Comune di Lecce, sarà inaugurato domenica 15 febbraio (ore 17:30 con ingresso libero) alla presenza del sindaco Adriana Poli Bortone, del direttore del Must arch. Fernando Bonocuore, il giornalista editore Raffaele Polo, arch. Stefania Branca che ha curato l’allestimento. Modera l’incontro la giornalista Antonietta Fulvio.
Dopo aver dipinto en plein air la costa salentina che da Leuca arriva ad Otranto, fedele ad una poetica che vuole un’arte non solo estetica ma anche etica, rintracciando attraverso segni e colori il dialogo tra uomo e Natura, l’artista specchiese ritorna con una personale che racconta la sua incessante ricerca artistica. Indagare la società di oggi con tutte le sue contraddizioni, la bellezza malinconica del breve tempo dei fiori e la poesia del paesaggio che sa suscitare poetiche emozioni. Raccontare i luoghi ritornando alla Natura. Ritrovare il genius loci che alberga in ogni paesaggio partendo dallo studio del colore, dalla luce naturale che dovrebbe essere la lente attraverso cui guardare le cose del mondo. Oltre i 16:9 dei tv al plasma, dei monitor - dai pc, ai tablet ai cellulari di ultima generazione - che sembrano essere diventati lo spazio di confronto che intrappolano la natura e la natura dell’uomo. Una pittura estetica ma anche etica che inviti l’uomo ad una profonda riflessione e a rifondare la società in relazione ad un rapporto più autentico con la natura. Questo da sempre è il leit motiv del suo fare pittura, una pittura istintiva, traboccante di tracce dei percorsi del pensiero, che si apre all’esterno seguendo sensazioni che muovono dal suo Io. I suoi soggetti sono i paesaggi, in quest’occasione, soprattutto del Salento dipinti nei mutamenti stagionali, i fiori recisi che dalla rigogliosità piena di speranza dei boccioli di vita lasciano cadere i petali nel tramonto dei loro giorni metafora dei cicli della vita.
«De Giovanni, - scrive Federica Murgia – con le sue suggestioni, si lascia travolgere dall’attimo pittorico, si immerge nei colori e ci dona emozioni, tutte riscontrabili in questa mostra fatta di scorci delle marine salentine, che anche nelle opere suggeriscono profumi e descrizioni di mondi segreti, di paesaggi con ulivi contorti dal tempo che cercano di riprendersi dalla devastazione della xylella, di fiori recisi, che in ideali balconi di vita, preannunciano la morte: racconti di natura».