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Kayee C è una fotografa di arte contemporanea nata e cresciuta a Hong Kong, attualmente residente in Francia. Crea opere assemblando i propri autoritratti per esplorare le relazioni umane, in particolare la tensione tra il desiderio di fusione e di accettazione sociale e il bisogno di realizzazione individuale. La sua pratica offre uno sguardo critico, anticonvenzionale e talvolta poetico sui modi in cui ci relazioniamo gli uni agli altri.
I personaggi messi in scena nei suoi ritratti spaziano da perfetti sconosciuti e colleghi di lavoro a membri della famiglia, fino a figure che ricordano divinità. Tutti sono impegnati in una lotta per bilanciare le aspettative sociali con il desiderio di essere se stessi. Fuori sincrono rispetto alla ricerca di un’apparente coesione, sembrano negoziare costantemente chi dovrebbero essere, pur senza riuscire ad abbandonare la scena.
In questa mostra, ogni personaggio appare a scena inoltrata, sospeso in un momento che non ha scelto e da cui non può uscire. La promessa di “un’ultima ripresa e poi possiamo andare tutti a casa” suggerisce una conformità collettiva e una ricompensa effimera, ma allo stesso tempo cancella silenziosamente l’agenzia individuale. Tutti i personaggi sono interpretati dall’artista e assemblati in un’unica immagine, facendo collassare le distinzioni tra regista e attore, tra chi impone e chi subisce, tra testimone e complice. Non viene rappresentato alcun luogo o evento specifico, ma solo una condizione: la pressione normalizzata a restare, a finire, a resistere ancora un po’.