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Dal 13 febbraio al 4 aprile 2026, 21Art presenta a Treviso una mostra personale di Pascale Marthine Tayou (Nkongsamba, Camerun, 1966), una delle voci più influenti della scena artistica contemporanea internazionale.
L’esposizione segna l’inizio della collaborazione tra 21Art e Galleria Continua, da anni punto di riferimento per l’artista e per il suo lavoro, e si inserisce nella strategia di 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin, che punta allo sviluppo di partnership a livello nazionale e internazionale come strumento per sostenere e valorizzare la ricerca artistica contemporanea.
La mostra offre un percorso attraverso memoria, identità e geopolitica, tracciando il rapporto mutevole tra l’umanità e l’alterità che si colloca al centro della pratica di Pascale Marthine Tayou.
Attivo sin dai primi anni Novanta e internazionalmente riconosciuto per la sua partecipazione a Documenta 11 e a diverse edizioni della Biennale di Venezia, Tayou vive e lavora tra Gand e Yaoundé. La sua pratica aperta e poliedrica comprende scultura, installazione, disegno, video e arte tessile, ed è fondata su un deliberato rifiuto di qualsiasi appartenenza geografica o culturale fissa. Il lavoro di Tayou si radica nella consapevolezza che identità, potere e tradizione siano costrutti sociali e simbolici, costantemente soggetti a trasformazione. La nozione di viaggio, sia fisico sia mentale, e l’esperienza dell’incontro con l’Altro sono centrali nella sua ricerca artistica, che si confronta criticamente con le dinamiche del “villaggio globale”.
All’inizio della sua carriera, Tayou ha aggiunto una “e” sia al suo nome che al secondo nome, conferendo loro una desinenza femminile come gesto giocoso volto a prendere le distanze dall’autorità artistica patriarcale e dai ruoli di genere rigidi. Questa resistenza si estende anche a qualsiasi tentativo di confinare la sua pratica a un’origine culturale o geografica specifica, posizione chiaramente illustrata dalla diversità e dalla forza dei lavori presentati presso 21Art Treviso.
La mostra riunisce una selezione significativa di opere emblematiche che spaziano attraverso un’ampia varietà di media.
Tug of War mette in scena un confronto simbolico tra due figure in bronzo, sovvertendo con ironia le dinamiche tradizionali di potere e stimolando una riflessione sulle relazioni di genere e sugli squilibri geopolitici. Con toni ironici, il titolo allude alle tensioni storiche tra le potenze occidentali e le società africane, trasformando il duello in uno spazio di riflessione sulla complementarità, sul potere e sul sottile ribaltamento delle strutture dominanti.
La serie Eseka trae origine da un evento locale, il luogo di un deragliamento ferroviario nella città di Eseka, a circa 100 chilometri da Yaoundé, per creare una metafora universale. Queste opere rappresentano spazi che allo stesso tempo accolgono e respingono, muovendosi nel fragile territorio tra desiderio, trauma e aspirazione.
A completare il percorso espositivo, Poupées Pascale e Bantu Towels introducono una dimensione più intima e narrativa. Attraverso materiali come il cristallo, i tessuti cuciti e oggetti di uso quotidiano, Tayou costruisce forme ibride che favoriscono il dialogo tra culture, memorie e simboli. L’atto del cucire e dell’assemblare pone la sfera domestica al centro del processo creativo, trasformandola in un luogo di collaborazione, trasmissione e rinnovamento.
Avviati nel 2012, i Charcoal Frescoes sono composizioni che uniscono un’estetica decorativa a una lettura critica del mondo contemporaneo. Sotto la loro apparente bellezza formale, questi lavori a carboncino funzionano come acute riflessioni politiche, affrontando temi quali l’estrazione delle risorse, le relazioni di lavoro e il consumo. Accanto a questi recenti Charcoal Frescoes, Tayou presenta anche una serie di nuovi affreschi a gesso. Gesso e carboncino sono due materiali fondamentali nella pratica di Pascale Marthine Tayou, qui messi in dialogo per sottolineare la continuità e la coerenza materica della sua ricerca artistica. La mostra include opere molto recenti di entrambe le serie, a testimonianza della loro attualità, oltre a un inedito Charcoal Fresco, presentato per la prima volta a Treviso.
Nel suo insieme, l’esposizione rivela una pratica complessa e stratificata, in cui la sperimentazione estetica è inseparabile dalla critica sociale e politica. Il lavoro di Tayou diventa uno spazio di incontro e di consapevolezza, capace di affrontare le tensioni contemporanee e di invitare a rinnovate forme di interpretazione e dialogo.
21Art Treviso (viale della Repubblica, 3, Villorba) è aperta al pubblico da martedì a venerdì con orario 10.00-13.00 e 15.00-19.00, sabato su appuntamento. Per informazioni: treviso@21art.it, https://twentyoneart.com/. Ingresso gratuito.
Pascale Marthine Tayou, nato a Nkongsamba, Camerun, nel 1966. Vive e lavora a Gand, in Belgio, e a Yaoundé, in Camerun. Fin dall’inizio degli anni Novanta e dalla sua partecipazione a Documenta 11 (2002) a Kassel e alla Biennale di Venezia (2005 e 2009), Pascale Marthine Tayou è conosciuto da un vasto pubblico internazionale. La sua ricerca è caratterizzata da una grande variabilità, poiché nel suo lavoro artistico non si limita né a un solo mezzo espressivo né a un insieme specifico di tematiche. Sebbene i suoi temi siano molteplici, tutti prendono come punto di partenza l’artista stesso in quanto persona. Già agli esordi della sua carriera, Pascale Marthine Tayou ha aggiunto una “e” al suo nome e al secondo nome per conferirgli una desinenza femminile, prendendo così ironicamente le distanze dall’importanza dell’autorialità artistica e dalle attribuzioni di genere maschile/femminile. Questo atteggiamento vale anche per qualsiasi riduzione a una specifica origine geografica o culturale. Le sue opere non solo mediano in questo senso tra culture diverse, o pongono l’uomo e la natura in relazioni ambivalenti, ma sono prodotte con la consapevolezza di essere costruzioni sociali, culturali o politiche. Il suo lavoro è deliberatamente mobile, sfuggente agli schemi prestabiliti, eterogeneo. È sempre strettamente legato all’idea del viaggio e dell’incontro con l’alterità, ed è così spontaneo da apparire quasi casuale. Gli oggetti, le sculture, le installazioni, i disegni e i video realizzati da Tayou presentano una caratteristica ricorrente: riflettono su un individuo che si muove nel mondo ed esplora il tema del villaggio globale. Ed è in questo contesto che Tayou negozia le proprie origini africane e le aspettative a esse connesse.
21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a Roma, Padova e Treviso. È inoltre imminente l’apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi Milano e Cortina d’Ampezzo. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art è affiancato un Club – 21Art Club – ovvero un’innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.