Carte Sospese, personale di Denis Riva ad Atipografia

Carte Sospese, personale di Denis Riva ad Atipografia
Sabato 6 febbraio 2016, CARTE SOSPESE di Denis Riva. Un grande evento per Atipografia che riprende, a distanza di un anno, la potenza narrativa del disegno.
Periodo
06 Feb-26 Mar 2016
Location
Indirizzo
Via Campo Marzio 26, 36071 Arzignano (VI) - Arzignano (VI) - Italy []
Gli eventi inseriti all’interno di E-Zine sono sotto la piena responsabilità degli stessi organizzatori. E-zine non si assume alcuna responsabilità per la veridicità dei contenuti informativi relativi agli eventi, per il rispetto dei diritti d’autore o di qualsiasi altra normativa, né per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento degli eventi.
Inoltre, E-zine e di conseguenza Menexa Srl non sono responsabili per eventuali danni morali o materiali che possano derivare ai visitatori durante la partecipazione a tali eventi.
Codice evento AWTEMH - ID 2839
Sabato 6 febbraio 2016 inaugura Carte Sospese, personale di Denis Riva negli spazi di Atipografia. Dopo Dicotomia, bipersonale di Alberonero e Martina Merlini in cui lo spettatore è stato catturato da forme e texture in una sfida tra bianco, nero e colori, ecco il mondo di Denis Riva fatto di carta e pittura. Termine chiave della mostra è la Sospensione, in linea con il tema cardine della nuova stagione di Atipografia: Epochè. Le porte di Atipografia si apriranno sui “Paesaggi di carta”, opere sulla sintesi del paesaggio, quasi a voler illudere l'occhio dello spettatore che pensa di essere di fronte ad un dipinto mentre si trova di fronte carte colorate dal tempo. Denis Riva da anni colleziona e raccoglie carte: lettere dei primi '900 ad opera di avvocati, pagine di vecchi manuali scolastici, ma anche carte vergini cui il tempo ha conferito tonalità irripetibili. La sovrapposizione di queste dà vita a orizzonti che fanno sognare paesaggi. Durante la residenza in Atipografia, l'artista emiliano ha studiato il paesaggio del territorio che ritroviamo proprio nella sala d'ingresso. La mostra prosegue con un’importante installazione: “L'è”. Il nome evoca Epochè nella sua forma più sintetica. Lo spettatore è invitato ad attraversare una giungla cartacea. Metri di carta sono sospesi dal soffitto a terra e, in alcuni di essi, appare una proiezione di disegni e figure fluide che si susseguono con un ritmo narrativo. Proprio in questo momento ci si addentra nell'immaginario di Deriva, una fauna onirica che pone interrogativi sul quotidiano e sull'assenza di tempo. La riflessione confluisce nell’opera “Voler diventare o sostituire qualcos’altro in sospensione dopo un salto”, la grande carta di cinque metri che racchiude la sintesi del paesaggio alla deriva, dove carta, disegno e pittura si fondono. La struttura di ferro dell'antica vetrata funge da cornice ad una serie di disegni quadrati : “Dreams of donkey”. Ognuno di essi prende forma da una macchia direzionata che per espandersi utilizza lievito madre e diventa figura con l'aiuto pastello e penna. Denis Riva si affida alla natura (lievito madre) che è punto di partenza per il disegno. L'artista la definisce cosi “una serie dedicata al voler trasformarsi in qualcos'altro, alla semplificazione di situazioni ingestibili che diventano anche piacevoli.” A concludere il percorso una grande tela 150 x 150 cm, “Cadono dal cielo come divinità”, caratterizzata da un paesaggio dai toni azzurri. Le nuvole del cielo ci consegnano cani che, una volta toccato il suolo, iniziano a correre come ultimo elogio alla magnificenza della natura. Deriva lavora con la precisione dello scienziato, la semplicità del bambino e la produttività della formica, affidandosi anche all’intervento del caso. Riporta l’equilibrio nel caos degli elementi, o lo sconvolge provocando reazioni imprevedibili, in un’oscillazione continua fra ironia e riflessione profonda. Una mostra ricca di opere, che pone ragionamenti profondi e incontra anche le sensibilità più giovani. Un grande evento per Atipografia che, grazie all'opera di Denis, riprende a distanza di un anno, (ricordiamo Bianconi), la potenza narrativa del disegno.